Devi comprare un macchinario? Ecco come pagarlo meno.
Gli strumenti che abbassano il costo reale di un investimento in beni strumentali: come funzionano, chi può usarli e in che momento vanno attivati per non perderli.
Il problema
La decisione l'hai già presa. Resta da capire con che soldi.
Il macchinario ti serve. La linea è satura, un pezzo lo mandi fuori, la manutenzione sul vecchio comincia a costare più di una rata. Quello che stai valutando non è se comprarlo: è quando, e con quale impatto sulla cassa.
Nel frattempo qualcuno ti ha detto che "ci sono i contributi". Hai aperto due portali, hai letto quattro sigle, hai chiuso tutto. È la reazione normale: la finanza agevolata è scritta per chi la amministra, non per chi la usa. Le informazioni ci sono tutte, ma sono organizzate per strumento, e tu non stai cercando uno strumento: stai cercando di pagare meno una macchina.
C'è poi la parte che quasi nessuno mette in prima pagina. Non conta solo quale agevolazione prendi: conta l'ordine in cui fai le cose. Le stesse identiche fatture, per lo stesso identico macchinario, valgono un contributo se l'ordine è arrivato dopo la domanda e non valgono niente se è arrivato prima. È la differenza fra un investimento che ti costa meno e uno che ti costa esattamente quanto c'è scritto sul preventivo.
Gli strumenti
Quattro strade che funzionano in modo diverso.
Contributo, sconto d'imposta, garanzia e fondo perduto non sono sinonimi. Cambiano quando arrivano i soldi, quanto ne devi anticipare e cosa ti viene chiesto dopo.
Nuova Sabatini
Contributo in conto impianti
Non ti dà i soldi per comprare la macchina. Il finanziamento — bancario o in leasing — te lo delibera una banca aderente; il Ministero ci mette sopra un contributo calcolato sugli interessi di un finanziamento convenzionale di durata e tasso fissati per decreto. In pratica ti abbatte il costo del denaro: la rata la paghi tu, una parte torna indietro come contributo pubblico.
Chi può accedere
PMI iscritte al Registro imprese, con sede o unità locale in Italia
Regolarità contributiva e assenza dei requisiti di impresa in difficoltà
Finanziamento fra € 20.000 e € 4.000.000, durata fino a 5 anni
Settori esclusi: finanziario e assicurativo
Cosa copre, cosa no
Macchinari, impianti, attrezzature nuovi a uso produttivo
Hardware, software e tecnologie digitali collegati al bene
Fuori: beni usati o rigenerati, terreni e fabbricati, scorte, IVA
Fuori: veicoli non strumentali e costi di funzionamento
Il momento giusto. L'investimento va avviato dopo la domanda. La pratica passa dalla banca, quindi ai tuoi tempi si sommano quelli dell'istruttoria bancaria: l'istruttoria bancaria è un passaggio a sé e va messo in conto nel calendario dell'investimento.
L'agevolazione fiscale sui beni strumentali
Sconto sulle imposte
Qui non arriva un bonifico: arriva meno imposta da pagare. La misura in vigore — l’iperammortamento del Nuovo Piano Transizione 5.0 — riconosce un beneficio commisurato al costo di acquisizione del bene, che recuperi attraverso le quote di ammortamento. Il vantaggio è reale ma differito, e vale solo se hai imposta capiente su cui applicarlo: su un'azienda in perdita l'effetto slitta.
Chi può accedere
Imprese residenti, a prescindere da forma giuridica e regime contabile
Regolarità su contributi e norme di sicurezza sul lavoro
Costo maggiorato del 180% ai fini dell’ammortamento, entro € 2.500.000 di investimento
Investimenti effettuati entro 15/11/2028
Cosa ti viene chiesto
Il bene deve avere i requisiti tecnici previsti ed essere interconnesso al sistema gestionale
Perizia tecnica asseverata obbligatoria per ogni importo, più certificazione contabile
Comunicazioni telematiche prima e dopo l'investimento
Bene non interconnesso o fatture senza la dicitura di legge: beneficio contestato in verifica
Dove si perde il beneficio. Le due contestazioni più frequenti in sede di controllo non riguardano il macchinario: riguardano la dicitura mancante in fattura e l'interconnessione dichiarata ma mai documentata. Sono due righe che si sistemano prima, e non si sistemano più dopo.
Fondo di Garanzia PMI
Garanzia pubblica
Lo Stato si prende una parte del rischio della banca sul tuo finanziamento. Di suo non ti versa niente. Serve a due cose molto concrete: ottenere il credito quando da solo non lo otterresti, e ottenerlo a condizioni migliori, perché una banca garantita accantona meno capitale. Si attiva tramite la banca o un confidi, dentro l'istruttoria.
Chi può accedere
PMI e professionisti con i requisiti dimensionali e di merito
Copertura fino all'80% sui finanziamenti per investimenti (50% sulla liquidità), con importo massimo garantito di € 5.000.000 per impresa
Si cumula con la Nuova Sabatini sullo stesso finanziamento
Cosa non fa
Non sostituisce il merito creditizio: se i numeri non reggono, la garanzia non salva la pratica
Non è automatica: qualcuno deve chiederla, e quel qualcuno è la banca
Non si aggiunge a finanziamento già erogato
Quando va chiesta. Va messa sul tavolo in istruttoria, prima della delibera. È l'agevolazione che si perde più spesso per pura distrazione: nessuno la chiede, la pratica passa lo stesso a condizioni peggiori, e nessuno se ne accorge.
Bandi a fondo perduto e bando ISI INAIL
Fondo perduto
Qui i soldi non tornano indietro, e infatti la competizione è vera. Il bando ISI INAIL finanzia progetti che migliorano salute e sicurezza sul lavoro, compresa la sostituzione di macchine obsolete con macchine conformi: se il tuo investimento ha anche un effetto sulla sicurezza, cambia categoria. Sotto, i bandi regionali e camerali applicano la stessa logica su base territoriale.
Come si accede davvero
Contributo fino a 65% della spesa, entro € 130.000
La domanda si compila in una finestra, si salva e si invia in un secondo momento
L'invio avviene in un istante preciso — il click day — e conta l'ordine cronologico di arrivo
Edizione in corso: compilazione dal 13/04/2026, invio entro il 28/05/2026
Dove si perde
Dotazione chiusa: superato il plafond regionale, la domanda valida resta fuori
Progetto avviato prima: la spesa non è più ammissibile
Documentazione tecnica incompleta: esclusione in fase di verifica, a graduatoria già fatta
Come ci si arriva pronti. Su un bando a sportello la preparazione conta più della velocità: chi arriva al click day con la pratica già completa invia in pochi secondi. Chi ci arriva a metà, non invia affatto.
L'errore che ti fa perdere tutto
L'ordine firmato prima della domanda.
Quasi tutte le agevolazioni finanziano investimenti avviati dopo la presentazione della domanda. La regola non è burocrazia: serve a dimostrare l'effetto incentivante. Se avresti comprato comunque, il denaro pubblico non ha cambiato niente, e quindi non ti spetta.
L'ordine controfirmato
Un preventivo accettato per iscritto vale come impegno. Da quel momento, per molte misure, l'investimento è avviato.
L'acconto bonificato
Il primo pagamento al fornitore è la prova più difficile da spiegare. La data del bonifico resta scritta.
Il montaggio iniziato
Consegna, installazione o prima fattura: uno solo di questi eventi, se anticipa la domanda, può bruciare l'intera pratica.
Non sai da che parte della linea sei? Quattro domande e nessun dato da lasciare.
La domanda che conta non è "quando arriva il contributo", è "per quanti mesi i soldi li metto io". Questa è la sequenza dei passaggi, e il punto in cui ciascuno può bloccarsi.
01
Prima della domanda
Preventivi, requisiti tecnici, scelta dello strumento e verifica dei vincoli. È la fase in cui si decide tutto e non si firma niente.
02
Domanda e istruttoria
Presentazione, eventuale delibera bancaria, verifica dei requisiti. I tempi cambiano molto fra misura a sportello e misura valutativa.
03
Realizzazione e pagamento
Le fatture le paghi tu, quietanzate e con mezzi tracciabili. Nessuna agevolazione anticipa il fornitore al posto tuo: qui serve la liquidità o la linea di credito.
04
Rendicontazione ed erogazione
Documentazione finale, controlli, erogazione in unica soluzione o in quote. Sul bene resta poi un vincolo di destinazione, la cui durata dipende dalla misura.
Domande frequenti
Le cose che ci chiedono sempre.
Posso chiedere più agevolazioni sullo stesso macchinario?
Spesso sì, ma non liberamente. Il cumulo è ammesso quando gli strumenti operano su basi diverse — per esempio una garanzia pubblica su un finanziamento che già gode di un contributo, mentre due contributi sulla stessa spesa di regola non si sommano oltre il costo effettivamente sostenuto. Sopra tutto c'è il tetto degli aiuti in regime de minimis, che si calcola sull'impresa e non sul singolo investimento. Il cumulo va verificato prima, perché una scelta sbagliata non si corregge in rendicontazione.
Ho già firmato l'ordine. È tutto perso?
Non necessariamente, e vale la pena verificarlo prima di rassegnarsi. Le misure non guardano tutte la stessa data: alcune considerano l'ordine, altre il primo pagamento, altre la data della fattura. Certi ordini sono revocabili o subordinati a condizione, e in quel caso l'impegno giuridico non è ancora sorto. Esistono infine strumenti che lavorano su spese già sostenute. Quello che non si può fare è retrodatare una domanda.
Serve che l'azienda chiuda in utile?
Per accedere, quasi mai. Quello che viene guardato è altro: DURC regolare, assenza di procedure concorsuali in corso, e il fatto di non rientrare nella definizione europea di impresa in difficoltà, che si basa su erosione del capitale e indici di indebitamento. L'utile conta invece sul risultato: le agevolazioni fiscali producono un beneficio solo se hai imposta su cui applicarlo. In perdita l'effetto non sparisce, ma slitta.
Un macchinario usato o ricondizionato è ammesso?
Di regola no. Le misure sui beni strumentali richiedono beni nuovi di fabbrica, e il ricondizionato non rientra: il bene deve essere mai entrato in funzione presso altri. Fanno eccezione alcuni bandi territoriali con regole proprie, e il caso del bene già in leasing riscattato dalla stessa impresa, che ha un trattamento specifico. Se il fornitore ti propone un ricondizionato "come nuovo", chiedi come lo qualifica in fattura prima di firmare.
Cosa succede se il contributo viene revocato?
Si restituisce, con gli interessi e in alcuni casi con una sanzione. Le cause tipiche sono tre: il bene ceduto o spostato all'estero prima della fine del vincolo di destinazione, l'interconnessione mai realizzata davvero, e la documentazione che non regge in sede di controllo. Sono tutte cause evitabili a monte. Per questo la parte più delicata di una pratica non è la domanda, è il fascicolo che resta da conservare dopo.
Altri percorsi
Stai valutando anche altro?
Gli altri tipi di investimento hanno strumenti propri, ma la regola sul momento della domanda vale allo stesso modo.
Ultimo aggiornamento dei contenuti di questa pagina: agosto 2026. Le misure di finanza agevolata cambiano con ogni manovra: prima di decidere, verifica con noi lo stato aggiornato dello strumento.
Il passo successivo
Prima di firmare, parliamone venti minuti.
Ci dici che macchina stai comprando, in che tempi e con quali soldi. Ti diciamo quali strumenti sono percorribili sul tuo caso e in che ordine vanno attivati. Se non c'è margine, te lo diciamo subito.
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